Progetto “Gioco, a patto che….”

Al giorno d’oggi l’immagine collettiva che si ha della figura dell’arbitro è quasi sempre filtrata e traviata dai media o da preconcetti che non hanno nulla a che fare con la realtà. Purtroppo quest’influenza ricade anche sui giovani calciatori delle categorie giovanili che, una volta giunti ad un punto tale da doversi confrontare con la figura del direttore di gara si trovano ad avere in mente un’idea di quest’ultimo per molti versi sbagliata.

Lo scopo della collaborazione fra la nostra Sezione A.I.A. di Maniago “Crescentino Fini”, il C.R.A. Friuli Venezia Giulia e la scuola primaria “Daniele Cernazai” di Travesio è stato quindi quello di presentare agli alunni delle classi 4e e 5e la nostra associazione per quella che essa realmente è, prima che questi possano fissarsi in mente un’immagine sbagliata del ruolo che l’A.I.A., mostrandoci quindi non come una figura ostile, distante ed autoritaria, ma come dei tutori delle regole, del rispetto e del divertimento. Non sono mancati poi i parallelismi fra la figura arbitrale ed altre della vita di tutti i giorni come la maestra oppure la forza pubblica, a prima vista così diverse e distanti fra loro ma poi ad un’analisi più approfondita molto legate per quanto riguarda gli argomenti sopra citati. Ma come poter introdurre un argomento a prima vista così pesante e complicato ad una fascia d’età così bassa? Attraverso una delle attività di maggior rilievo per i bambini: il gioco.

Personalmente ritengo che le attività svolte, prima presso il nostro polo di allenamento e successivamente presso la palestra comunale del comune di Travesio abbiano suscitato un notevole interesse nei bambini e contemporaneamente abbiano contribuito a cementare in loro i concetti di rispetto ed educazione sicuramente più di quanto avrebbe fatto una lezione frontale. E così attraverso le attività di calcio e pallavolo, sempre accompagnati da un nostro associato in divisa nella veste di tutore e garante gli alunni hanno avuto modo di sperimentare con la loro pelle cosa significa giocare di squadra e contemporaneamente rispettare i propri compagni e la figura dell’arbitro.

Nell’ultima giornata di attività si è passati ad un dibattito in aula con i bambini per dar loro modo di esprimere le impressioni avute su quanto svolto ed imparato e per cementare ancora una volta i concetti fondamentali che questa collaborazione si prefiggeva di insegnare. Punto a mio parere fondamentale di quest’ultima parte è stata quella di equiparare l’arbitro, che ha fatto sì rispettare delle regole ma ha anche permesso il divertimento di tutti i bambini, a quella di figure della vita di tutti i giorni, come la maestra o del pubblico ufficiale, che possono si delle volte sembrare duri e a prima vista ingiusti, ma che fanno ciò per permetterci di vivere in armonia con gli alti e per imparare dai nostri errori quello che non va fatto.

E’ stato per me motivo di grande soddisfazione per il lavoro svolto vedere dei bambini di questa età così partecipi ed attenti su di un argomento di tale importanza, con continui interventi e domande e soprattutto con la forza e l’intelligenza di ammettere e capire gli errori nelle (poche) situazioni in cui nel corso delle attività c’è stato il bisogno di far notare loro un atteggiamento non corretto o un’azione sbagliata. Mi ha fatto inoltre immenso piacere vedere le maestre, una figura così importante nell’educazione dei nostri bambini, estremamente soddisfatte di questa collaborazione e ansiose di ripetere l’esperienza con le classi dell’anno prossimo.

 

A.E. Simone Roman Zotta